Toyota nel 2025 è stato il costruttore di automobili che più ha venduto nel mondo. Ma quello che più colpisce è il distacco con il Gruppo Volkswagen: oltre 2 milioni di veicoli! I giapponesi hanno venduto complessivamente 11.322.575 veicoli lo scorso anno, i tedeschi si sono fermati a 8.983.900. Esattamente 10 anni fa il Gruppo Volkswagen aveva battuto Toyota nelle vendite a livello mondiale, con 10.296.997. 10 anni fa l’industria europea, il Gruppo Volkswagen, era riuscito in una impresa incredibile: diventare la N.1 al mondo. Era riuscita a sbaragliare decenni di dominio dell’industria americana, General Motors, ma anche di quella giapponese che negli anni ottanta e novanta ha iniziato a costruire le fondamenta di un nuovo impero. Che ricordiamo in quegli anni vide il N.1 di PSA, Jacques Calvet, porre limiti alle importazioni e i giapponesi, grazie al primo ministro inglese Margaret Tatcher, aggirarli con le fabbriche cacciavite in UK.
Chi ha creato il mito dell’auto europea sopra tutto e tutti, Ferdinand Piech, non c’è più. Il Gruppo Volkswagen in questi anni si è letteralmente auto distrutto e le ripercussioni in Europa sono davanti agli occhi di tutti con un settore automotive nostrano in fortissima crisi. Complici scelte politiche europee devastanti, a partire dalla volontà di voler elettrificare la mobilità del Vecchio Continente a tutti i costi. Ora, dopo dieci anni, gli errori e l’orrore sull’auto europea non può lasciare spazi a dubbi. Tanti sono i responsabili, dai manager europei che hanno diretto le aziende europee in questo lasso di tempo ai politici ma anche agli analisti e a molti ricercatori che hanno sposato l’elettrificazione non su conoscenze tecniche ma su interpretazioni di dati sballati e con una visione miope e piccola. Finché non si prenderà coscienza di ciò, si metteranno in protezione gli asset tecnici europei, c’è una sola certezza: Europa all’inferno e Asia in paradiso.