Aston Martin DB12 interni
Disapproved
25 maggio 2023

Aston Martin DB12

Nasce una nuova Aston ma il nome non rispecchia il frazionamento del motore: non ci sono 12 cilindri bensì 8 sostenuti da due turbo per 680 cavalli. Il nuovo motore dovrebbe garantire un risparmio di peso prossimo ai 100 kg rispetto al V12 ma poi quando si mette l’auto sulla bilancia poco si vedono. Le prime consegne sono previste per il prossimo autunno a un prezzo attorno ai 200 mila euro, vicino ai 205 mila della Ferrari Roma, che ha messo nel mirino assieme alla Bentley Continental. Il motore della nuova Aston Martin DB 12 è un AMG 4 litri che dovrebbe portare questa nuova Aston a raggiungere i 323 km/h e farla toccare i 100 partendo da ferma in 3,6 secondi. Molta cura è stata riposta nel profilo delle camme, nel rapporto di compressione e nel sistema di raffreddamento. Servosterzo elettrico, sospensioni a controllo elettronico, ancora differenziale elettronico posteriore: la DB11 è farcita di chip come mai è stata una Aston. Rispetto alla DB11 ha carreggiate maggiorate di 6 millimetri all'anteriore e di 22 al posteriore. I cerchi sono da 21 pollici.

Aston Martin DB12 2023

Generosa la lunghezza, 472 cm con un passo di 280 cm e un peso a secco piuttosto importante considerando che vi è un motore a 8 cilindri, 1.685 kg, ripartiti per il 48% all'anteriore e al 52% al posteriore. Il cambio è un automatico a 8 rapporti. La DB12 è la prima Aston a dotarsi di un infotainment completamente nuovo, che ha imposto la rivisitazione completa della plancia. Davanti al guidatore troviamo un display digitale da 10,25", mentre un secondo schermo della stessa dimensione è inserito nella console centrale insieme ai comandi secondari e al selettore della trasmissione. A ben vedere sembrerebbe che il top management di Aston Martin si sia molto ma molto ispirato ad Audi e Porsche; nel display frontale per la grafica ad Audi, nel tunnel centrale a Porsche, ricorda moltissimo quello introdotto sulla Panamera prima generazione e poi evoluto in tutti i modelli del Cavallino di Stoccarda.

Aston Martin DB12 vista frontale 2023

Sinceramente è una fortissima perdita di identità per Aston Martin e anche per questo la inseriamo nell’area Disapproved. Le Aston Martin hanno sempre avuto una fortissima personalità soprattutto nell’abitacolo, in questa nuova generazione appare troppo come una razionale tedesca che una nobile inglese. I cavalli ottenuti dal 4 litri V8 AMG, 680 non sono sicuramente pochi, ma non così distanti dai 666 che Lamborghini offre sempre da un V8 4 litri per la sua SUV Urus o come i 640 della Porsche Cayenne Coupé Turbo GT. Tanto che nello scatto 0-100 la Lamborghini rifila più di 3 decimi alla Urus. E’ vero che la Lamborghini è una quattro ruote motrici mentre l’Aston ha solo la trazione posteriore ma è altrettanto vero che la Ferrari Roma con molti meno cavalli, 620, anch’essa da 2 decimi nell’accelerazione 0-100 alla nuova Aston Martin. Qui sicuramente gioca anche il tema del peso che si è rimarcato sulla Aston non è poco, sempre mettendola a confronto con la Ferrari, ballano più di 100 kg a sfavore dell’inglese.

Aston Martin Db12 interni 2023

L'Aston Martin DB12 è ordinabile con freni carboceramici (CCB) come optional. Con un aumento delle prestazioni di frenata e una riduzione del fading a temperature fino agli 800°C. L’inserimento dei CCB comporta un risparmio di 27 kg di massa non sospesa rispetto all’impianto frenante di serie, giovando a sua volta alla qualità di guida e alla risposta dello sterzo. Guardando l’estetica funzionale colpisce anche il labbro anteriore molto generoso che porta a pensare della necessità di ottenere un carico aerodinamico importante scoperto successivamente perché poco raccordato alle linee tonde del frontale come colpisce il taglio dietro ai vetri laterali che ricorda il concetto lanciato sulla Ferrari 599 del 2007 che nel 2010 raggiunse una potenza di 670 cavalli in un peso contenuto in meno di 1600 kg seppur sotto il cofano avesse un V12 che la faceva volare a oltre 335 km/h e accelera da 0 a 100 in soli 3,3 secondi e sempre partendo da ferma le faceva toccare i 200 in 9,8 secondi. Numeri che ancora oggi sono appannaggio di pochissime super sportive. Tornando alla Aston DB12 c’è anche da aggiungere che non nasce con un sistema ibrido che invece potrebbe poi arrivare, aumentando la potenza in modo considerevole. L’opzione che potrebbe esserci è quella della Mercedes AMG GT da oltre 800 cavalli. Perché non farla subito? A breve poi arriverà anche la versione Volante.
Interessantissimo invece lo sviluppo sui pneumatici. Aston Martin vanta la prima applicazione OEM dei nuovi pneumatici Michelin Pilot Sport 5 S – 275/35 R21 103Y anteriori e 315/30 R21 108Y posteriori. Non accontentandosi delle versioni standard, gli pneumatici della DB12 sono contrassegnati dal codice “AML”. Ciò sta a indicare l’utilizzo di un composto ad hoc e la messa a punto da parte del team di Aston Martin per garantire i massimi livelli di reattività sulla direzionalità nonché la massima aderenza in condizioni bagnate e asciutte. I Pilot Sport 5 S presentano inoltre inserti in schiuma poliuretanica che riducono il rumore. Ciò a detta di Aston riduce del 20% il rumore di rotolamento. La DB12 monta di serie cerchi in lega forgiati da 21”: 9.5J anteriori e 10.5J posteriori. È possibile scegliere fra tre design diversi – a cinque razze, disponibili di serie, e multirazza e a razze a Y, in opzione – in una varietà di colorazioni e finiture: a cinque razze in Gloss Silver; multirazza in Satin Platinum, Satin Black e Satin Black Diamond Turned; a razze a Y in Satin Bronze, Satin Black e Satin Black Diamon Turned.
Aston Martin ha lavorato a lungo per ottimizzare la struttura di questi cerchi leggerissimi, ricercando le massime prestazioni senza pregiudicarne l’estetica. A seguito di numerosi test per rimuovere la massa in eccesso, tali cerchi risultano di 8 kg più leggeri rispetto ai predecessori da 20”. La DB12 offre cinque modalità di guida predefinite: GT, Sport e Sport+, ogni modalità fornisce al guidatore maggiore libertà di esplorare i limiti di aderenza e trazione della vettura; la modalità Wet migliora la stabilità su superfici a bassa aderenza; la modalità Individual permette al guidatore di configurare con precisione i sistemi del veicolo, regolando le impostazioni di controllo del telaio, del gruppo propulsore, dell’ESP e della trazione. Le modalità di guida si selezionano dalla console centrale; una manopola zigrinata permette di navigare tra le cinque modalità in modo semplice e rapido. Inoltre, la console centrale ospita anche i pulsanti di bypass per telaio, ESP e scarico, al di sotto e a sinistra della manopola. Essi permettono al guidatore di bypassare la modalità di guida selezionando le sue impostazioni preferite con rapidità. Infine un ritorno sul motore: i 680 CV vengono espressi a 6000 giri/min mentre la coppia di 800 Nm/ 590 ft-lbs tra 2750 e 6000 giri/min. Ultima nota: oggi ai vertici di Aston Martin ci sono due ingegneri italiani mito, Fedeli e Felisa, ex Ferrari. Uomini che hanno realizzato le più piacevoli da guidare Ferrari a motore anteriore di tutti i tempi e che sicuramente se verranno lasciati lavorare per bene sulle prossime Aston che verranno daranno grandi contributi. insomma, detto tra di noi, questa nuova Aston è un bel cambio di passo ma non ancora del tutto compiuto.