Diritto alla mobilità Italia
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25 febbraio 2022

rischi sulla libertà di movimento

L’azione della Russia sull’Ucraina apre a scenari inquietanti.
L’azione della Russia sull’Ucraina apre a scenari inquietanti.
Ricordiamo anche che sempre la Russia ha messo gli occhi sulla Libia, ci sono difficoltà nella ex Yugoslavia…
 
L’interesse per queste regioni strategiche cambierà ancor più gli equilibri e uno dei settori che più verrà travolto sarà quello della mobilità che fa rima con libertà.
 
Il caro energia ne è dimostrazione e c’è chi sostiene si sia solo all’inizio per i cittadini occidentali.
 
L’incubo di ripiombare agli anni settanta quando si girava a targhe alterne, con le domeniche a piedi non è così remoto.
 
La prima mossa che andrebbe fatta è quella di riaccelerare sull’oro nero. La guerra che c’è stata tra Russia e Arabia aveva portato solo due anni fa a un costo del petrolio così basso che il petrolio nigeriano ma anche quello Usa non era più competitivo. Con la conseguenza che hanno rallentato se non molti chiuso. Da qui anche l’escalation dei prezzi. La mancanza di visione e il cambio di passo dell’amministrazione Biden su quella di Trump oggi si può dire sia stata fallimentare. Abbiamo petrolio oltre i 100 dollari a barile quando si discuteva sull'estrazione USA a 30 dollari!
 
Certo, dirà qualcuno, c’è il problema del clima e delle emissioni.
 
Ma è indiscutibile che nella vita bisogna scegliere e saper capire cosa sia meglio e peggio. Con l’elettrificazione e la scelta di abbandonare il diesel che richiede meno petrolio per muoversi si è finiti direttamente sulla brace.
 
E non si brucerà a fuoco lento perché ci sono altri asset strategici di cui l’occidente non dispone e da cui si deve liberare. Anche rinunciando a qualcosa. Oggi più che mai dobbiamo scegliere se vogliamo libertà di movimento oppure no. E in Italia sarebbe anche arrivato il momento che nella costiituzione si inserisse il diritto alla mobilità.
 
 
 

 
 

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