overmobility: vogliamo sopra le nuvole
A proposito di...
A proposito di...
14 giugno 2019

che settimana è stata per la mobilità

La settimana che sta per concludersi non è stata molto positiva per la mobilità: meglio alzarsi in volo e osservare dall'alto le nuvole.

La prima Audi elettrica della storia è stata richiamata in officina, a pochi mesi dal lancio, per il rischio di infiltrazioni nel pacco batteria che potrebbero generare incendi. 
 
Hyundai e Toyota hanno sospeso le vendite delle loro auto a idrogeno in Norvegia per una esplosione, il giorno di Pentecoste, di una stazione di rifornimento! Viene sottolineato nelle cronache dell'incidente che spegnere le fiamme è stata un'impresa lunga e difficile.
 
Parigi ha avuto la sua prima vittima su un monopattino elettrico e accelera su una regolamentazione, che il nostro Ministro Toninelli ha presentato proprio questa settimana per l’Italia, ma come sperimentazione! Viene immediato replicare: "Caro ministro Toninelli, non si sperimenta sui cittadini!" Si deve legiferare per il loro bene soprattutto su un tema delicato come quello della micromobilità, con regole stabilite a livello centrale, senza demandare ai comuni! E' sotto gli occhi di tutti la confusione generata sull'automobile a livello locale, con leggi su misura che hanno messo nell’angolo la tecnologia del Diesel, creando grossi problemi.
 
Ancora sulla micromobilità: la sindaca di Roma, Virginia Raggi partecipa alla presentazione di Cityscoot, una start up francese che promuove l’affitto di scooter elettrici prodotti in Polonia per muoversi in città al costo di 0,29 centesimi al minuto, che possono scendere a 0,22 centesimi al minuto se ci si abbona! Tutti a battere le mani a Roma per una offerta non certo per tutti, mentre in Francia c’è preoccupazione su queste formule e mezzi (ci si riferisce alla microbilità in generale e ai loro attori) in quanto vittime anche di sabotaggi  su parti importanti come i freni! Ci sono indagini in corso dopo alcuni incidenti, dove chi li ha presi si è trovato con i freni rotti! E in Italia a fronte di quanto sta accadendo in Francia non sarebbe il caso di pensare qualcosa a riguardo perché prevenire è meglio che curare? La prima cittadina che ha tenuto a battesimo lo sbarco della startup francese a Roma ha chiesto delucidazioni a riguardo? Ma c’è anche dell’altro: la startup francese Cityscoot, è attiva da più di due anni e fornisce informazioni su numero di corse fatte, abbonamenti… ma mai di quanti scooter ha dovuto sostituire e di quante batterie ha cambiato, informazioni utili per valutare più correttamente l’impatto ambientale. Cityscoot non ha mai comunicato quanto costa il ritiro dei veicoli per la ricarica, quante persone sono impiegate e dove li ricaricano, con che energia e con quali consumi. Sempre da Parigi, che ha più esperienza sulla micromobilità e sull’auto elettrica, c’è chi ricorda la Bluecar di Pininfarina-Bollore e sussurra di un ricambio mezzi in affitto molto accelerato anche dei pacchi batteria, con un conseguente impatto ambientale tutt'altro che basso, dovuto allo smaltimento. Si ricorda che Bluecar, fu un affair da oltre 4 mila auto elettriche, colonnine dedicate e dopo meno di 7 anni tutto è diventato obsoleto, con forti perdite economiche e un impatto ambientale altissimo per lo smaltimento, su cui si tace. Che fine fanno le 4 mila batterie delle Bluecar? Quanta energia ci vuole per smaltirle? Valeva la pena o non era forse meglio utilizzare delle piccole auto a combustione che, ancora oggi, avrebbero potuto svolgere il loro compito ed evitare di andare ad aumentare i lavori della discarica?

In questa settimana si registrano sul Diesel: l’abbandono di Bentley del propulsore a gasolio per la Bentayga, perché ai ricchi piace il W12 e con l’aria che tira nelle città sanno che "a benzina" nessuno li fermerà mentre con il diesel si. A nessuno interessa l'impatto ambientale, sindaci Appendino e Sala in primis, in quanto preferiscono fermare una Panda euro 4 diesel piuttosto che una Bentley W12 che emette quattro volte tanto! Meglio secondo loro avere 400 kg di batterie che dopo otto anni quando va bene sarà interessante sapere come smaltiranno…

A proposito di città autofree, anche a  Bristol in UK si discute su come introdurre le limitazioni al traffico: c’è chi vuole lo stop a tutti, chi solo alle diesel. Chi vivrà vedrà. Intanto il calo evidente nelle vendite non accenna a fermarsi. Un declino dovuto proprio ai blocchi nelle città, tanto che "fuori dalle mura" lo vogliono ancora e cosa interessante emerge che chi è passato da diesel al benzina lo rimpiange per i consumi sensibilmente inferiori, anche del 30% nell’uso, lamentadosi che i dati dichiarati anche con i nuovi cicli non corrispondono al reale! Alcuni ci dicono di differenze importantisismi, indagheremo. 
 
Vogliamo ricordare ancora una volta che il Diesel è una tecnologia europea che, oltre a dare lavoro a tanti (solo in Italia secondo nostre stime sono più di 20 mila le persone coinvolte tra officine specializzate, dipendenti della Bosch in Puglia e non solo, produttori di pompe specifiche, di filtri…) è anche poco impattante per il pianeta e l’uomo, sia come CO2 sia come ossidi d’azoto ma è messo sul banco degli imputati per interessi politici e tecnici oltre chè d'ignoranza vera. E' messo al bando da chi non è riuscito a realizzare motori a gasolio altrettanto efficienti, in primis americani e giapponesi che hanno trovato sponda con i cinesi, che spingono sull’elettrico, perché possiedono la maggior parte dei giacimenti delle materie prime necessarie per le batterie, così da poter diventare i “nuovi petrolieri” della mobilità elettrica.

Buon week end.

Lascia un commento: