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22 giugno 2026

Da Ford a Chery

123 anni fa nasceva Ford. La Casa automobilistica che ha rivoluzionato il lavoro dell’uomo con l’introduzione della catena di montaggio che ha permesso di ridurre i tempi di produzione di un’auto da 12 ore a solo un’ora. Il fondatore Henry Ford riteneva che operai ben pagati e con sani costumi sarebbero stati più produttivi e avrebbero alimentato il mercato. Ford raddoppio la paga minima. Ford ridusse l’orario di lavoro da 9 a 8 ore. Ford portò la settimana lavorativa a 5 giorni con tre turni di lavoro per tenere la fabbrica viva 24 ore su 24. Oggi intelligenza artificiale e umanoidi promettono un cambio dei paradigmi nel mondo del lavoro dirompente. Con implicazioni e risvolti sociale tutti da definirsi. E con un attore importante come Elon Musk che prevede, grazie ad Ai e umanoidi, la possibilità di garantire a tutti uno stipendio senza lavorare, perché lavoreranno loro! L’industria dell’automobile si trova quindi a vivere un cambio epocale.

Henry Ford

BMW ad esempio ha investito molto nell’impianto produttivo in Sud Africa, anche per i vantaggi dati da un costo della manodopera competitivo. Se l’uomo verrà sostituito da umanoidi il vantaggio competitivo del costo della manodopera umana si azzererà e quindi l’ubicazione dei plant in Paesi dove la manodopera ha un costo inferiore sarà meno strategica. Più importante sarà avere stabilimenti in luoghi dove l’energia costerà meno, dove le infrastrutture logistiche saranno migliori, dove ci sarà una catena di fornitura migliore. In poche parole si potrebbe tornare al concetto dei distretti industriali, aree geografiche circoscritte in cui si concentra un gran numero imprese specializzate in una specifica produzione. Questo modello economico, molto diffuso in Italia a partire dagli anni '70, aveva fatto la fortuna dell’area torinese con Fiat. Le fabbriche cinesi in Europa sono concentrate principalmente in Ungheria, Germania, Spagna e Francia, con una massiccia focalizzazione sui settori dell'automotive e delle gigafactory di batterie. Il colosso CATL ad Arnstadt in Turingia, Germania ha costruito il primo grande impianto europeo situato vicino alle catene di montaggio di BMW e del Gruppo Volkswagen. Il Gruppo Chery a Barcellona in Spagna produce vetture con marchi Omoda e Jaecoo in joint venture con la spagnola Ebro, riutilizzando l'ex stabilimento Nissan ma adesso puntano a Nord. Chery punta Sunderland. Nissan ha accettato di costruire auto per la casa automobilistica cinese Chery (proprietaria dei marchi Jaecoo e Omoda) nel suo stabilimento di Sunderland, dal 2027. I costruttori cinesi, che conquistano quote di mercato in Europa, diventano salvatori occupazionali, mentre l’industria europea taglia la produzione e licenzia, la Cina da fabbrica del mondo punta a nuovi ruoli compreso quello di investitore industriale. Mentre l'Europa spegne i motori della sua manifattura storica, la Cina accende le sue fabbriche nel cuore del Continente: dove colossi europei come Volkswagen affrontano tagli storici e licenziamenti, giganti cinesi come BYD e Chery aprono stabilimenti in Ungheria e Spagna, trasformando la crisi industriale occidentale nella più grande opportunità di conquista per Pechino. Grazie anche a una UK che si ripone ancora una volta come cavallo di Troia. Attenzione che molti pensano che sia un tema anche di sovranità tecnologica europea ma non è la più rilevante.
 

Hnery Ford model T