Nel 2025, BYD ha venduto 4.602.426 veicoli. Rispetto al 2024 le vendite sono cresciute del 7,73% a livello globale ma a livello nazionale, mercato cinese, ha perso il 7,7%.
BYD in Cina ha perso oltre 300 mila veicoli ma all’estero ne ha guadagnati oltre 630 mila che sommate alle 400 mila del 2024 vendute fuori dai confini cinesi, per la prima volta nella sua storia, le ha fatto superare il milione di veicoli venduti fuori dalla Cina. Facendo gridare molti al miracolo. Ma è tracollo cinese e boom estero con vendite che bisogna ben capire quanto costano per avere conti che tornano. E attenzione che in questi primi mesi del 2026 BYD è stata sorpassata in patria dal Gruppo Saic.
Fuori dalla Cina due sono le aree dove BYD si è meglio espressa: Sud America (Brasile, Messico, Indonesia, rispettivamente con 112 mila, 75 mila e 54 mila automobili vendute) ed Europa con Regno Unito al primo posto con 51 mila pezzi, 25 mila sia per Spagna sia per Italia, quindi Germania con 21 mila.
BYD è una azienda quotata sulla borsa di Hong Kong. Negli ultimi cinque anni (2021-2026), il titolo BYD ha registrato una crescita complessiva superiore al 114% ma attenzione alla sua volatilità: tra il 2020 e il 2021 il titolo ha vissuto una fase di ascesa verticale, spinta dall'esplosione della domanda di auto elettriche e dal consolidamento di BYD come leader mondiale nelle batterie. In questo periodo, il prezzo è passato da circa 40-50 HKD a picchi superiori ai 300 HKD. Nel 2024-2025 dopo aver raggiunto i massimi storici, l'azione ha subito un forte calo. Nell'ultimo anno (maggio 2025 - maggio 2026), il titolo ha perso circa il 21-28% del suo valore. Questa perdita è dovuta principalmente alla "guerra dei prezzi" in Cina e alla riduzione dei margini di profitto, con un calo degli utili netti del 55% registrato nel primo trimestre del 2026 che non è comunque una sorpresa perché è da tempo che non performa più come una volta.
BYD è diventata meno magica.
Ma quale è lo stato di salute reale di BYD oggi?
Uno dei punti chiave è il suo rapporto con i fornitori perché non si capisce quanto sia esposta con loro sui tempi di pagamento, anche dopo l’intervento dello stato cinese lo scorso giugno che ha dato un giro di chiave: a febbraio 2026, una rilevazione della China Association of Automobile Manufacturers ha confermato che la media dei pagamenti nel settore è scesa a circa 54 giorni ma prima c’erano voci che dicevano di pagamenti a oltre 270 giorni per BYD! Una riduzione così repentina e anche importante richiede liquidità che se non arriva dal valore della società e dai margini qualche dubbio lo pone. Ma c’è di più.
Al recente salone di Pechino BYD ha mostrato molto ma la Sealion 7 è stata presentata lo scorso anno; la Qin L è stata svelata per la prima volta ufficialmente come una berlina ibrida plug-in di medie dimensioni, posizionata tra la vecchia Qin Plus e la Han addirittura nel 2024; la Seal 6 e la sorella gemella della Qin! Certo, BYD ha svelato la quinta generazione del sistema ibrido con consumi dichiarati da 2,9 litri per 100 km ma prima di gridare al miracolo bisogna fare come San Tommaso con la BYD. Perchè a livello di opacità è maestra.
La Atto 3 passa alla trazione posteriore come la Plus ma l’attesa per vederla in Europa è per l’anno prossimo…
La strategia di BYD è quella di presentare costantemente aggiornamenti tecnologici (come la nuova piattaforma e-Platform 3.0 Evo) su scocche anche già note, moltiplicare pani e pesci per dare l'idea di un rinnovamento continuo e una abbondanza infinita ma questo svaluta il valore delle auto e porta anche a pensare che mettano sul mercato prodotti acerbi che poi migliorano sfruttando anche le esperienze di chi le compra. Come La Surf, presentata nel 2025 e subito aggiornata quest’anno!
In Italia BYD cresce nelle vendite e lo scorso aprile ha segnato un +171,9% ma con un ruolo rilevante del noleggio e con le aziende grazie alle agevolazioni fiscali legate alle plug in. Un aiuto che la politica le ha servito su un piatto d’argento. Ma attenzione che la marginalità si riduce. E si torna quindi al tema iniziale: quanto BYD è forte economicamente.
Riguardo al prodotto, sterzo, freni e sospensioni devono essere migliorati per tutti i modelli non 100% elettrici ma anche la parte ricambi e il software.
A proposito del software: BYD è nota per essere estremamente attiva sul fronte del software, rilasciando decine di aggiornamenti ogni anno e non è raro che si risolve un problema ma se ne crea un altro (ad esempio, è capitato che un update alterasse temporaneamente il funzionamento del climatizzatore e dei sensori di parcheggio).
Lamentele sui sistemi di ricarica delle elettriche che performano meno dei modelli Tesla quando ci si rifornisce in corrente continua, fanno fatica ad andare oltre i 150 kW e scendono troppo presto di potenza; comportamento ondivago e sterzi mal calibrati, soprattutto al salire della velocità, delle plug in; navigazione in tre sotto-menù ogni volta che si accende l'auto per disattivare l'avviso di superamento velocità; tetto panoramico in vetro non su tutti i modelli con tendina e d’estate l’abitacolo si trasforma in un forno… c’è tanto che non fa sognare.