Il Michelin CrossClimate è arrivato sul mercato nel maggio del 2015 rappresentando una vera rivoluzione tecnica perché non è nato come un adattamento di una gomma invernale ma come il primo pneumatico estivo al mondo ad aver ottenuto la certificazione invernale completa. E’ stato il pioniere di una nuova categoria ibrida ad alte prestazioni per tutte le stagioni e subito è stato messo alla prova su una Jaguar X-Type 4x4, rivelando ottime performance su fondi innevati. Dove ricordiamo stupì per trazione meno meno per resistenza. Dopo il successo del modello “prima generazione”, la gamma si è evoluta prima con la versione CrossClimate Plus nel 2017 e successivamente con il CrossClimate 2 nel 2021, fino ad arrivare al recentissimo CrossClimate 3 che prosegue questa evoluzione puntando su una longevità ancora maggiore e prestazioni costanti fino all'ultimo chilometro. Per verificarlo lo stiamo testando e abbiamo percorso fino ad ora 20 mila chilometri con risultati ragguardevoli.
Il battistrada ha evidenziato una usura molto regolare e anche contenuta. Rispetto al prodotto di Kleber sempre quattro stagioni non presenta assolutamente criticità sulle spalle e rispetto al GoodYear sempre quattro stagioni ha evidenziato un noise inferiore ma anche una usura inferiore. Il Michelin Cross Climate 3 utilizza un design del battistrada specifico per minimizzare le frequenze sonore fastidiose, mentre il Goodyear sul rotolamento non è altrettanto efficace. Rispetto alla prima generazione del Crossclimate segnaliamo un netto miglioramento negli spazi di frenata su bagnato. La durata, noto quanto oramai costano i pneumatici, è molto attenzionata. Il problema non è solo del consumo ma anche del decadimento. In questo il Michelin sembra abbia una marcia in più ma ne torneremo presto a parlare.